Sottosopravale

da dove deriva questo nome?

Quando ho dovuto dare un nome al mio progetto, SOTTOSOPRA è stata la prima parola che mi è venuta in mente perchè ho pensato al mio percorso lavorativo: una carriera scolastica in ambito scientifico poi la laurea in Scienze Ambientali; cinque anni di lavoro nel settore per poi accorgermi che stare seduta ad una scrivania mi stava stretto. Ecco la prima capriola che mette tutto SOTTOSOPRA : un corso serale di restauro, un anno di bottega come si faceva una volta e poi apro l’attività di restauro ligneo conservativo: un lavoro manuale fatto di pazienza, precisione e bellezza: esattamente ciò che stavo cercando. Poi nasce Chiara e comincio a rallentare. Quando rimango incinta di Giacomo capisco che continuare con il restauro non è fattibile con due figli: le nonne abitano lontano e, per affrontare la quotidianità di due figli piccoli, Gabri ed io siamo soli. Mi serve qualcosa che mi permetta flessibilità di orario e se serve anche lavoro da casa, per rimanere a disposizione della famiglia. Nei nove mesi di attesa inizio a prepararmi un piano B e seguo un corso serale professionale di sartoria, perchè non si sa mai. Su consiglio della mia insegnante mi compro su ebay una vecchia Bernina meccanica e inizio a cucire per me e per gli amici. Piano piano questo diventa il mio progetto artigianale, il mio nuovo lavoro. Altra capriola, di nuovo tutto viene messo SOTTOSOPRA e allora che altro nome avrei potuto scegliere se non questo?

Nel corso del tempo SOTTOSOPRA ha acquisito anche un’altra accezione: capovolto, reversibile.

Perchè? Tutto nasce dal tarlo che mi assilla quando devo progettare e immaginare qualcosa: vestire i bambini ha un costo perché crescono in fretta e le taglie scappano. I genitori spesso sono obbligati a dei compromessi: quantità a discapito della qualità perché la qualità costa. Allora mi son detta: se riesco a trovare dei trucchetti per allungare la vita dei prodotti, questi non vestiranno più una singola taglia, ma più mesi e a volte addirittura anni. Se poi scelgo solo tessuti certificati: non avrai problemi alla pelle e avrai tessuti di qualità più resistenti ai lavaggi; così il gioco è fatto:

il capo dura di più: non costa di più ma vale di più!

Lo so che non mi sono inventata nulla e le nonne che si fermano al mio banco spesso me lo dicono: “anche ai miei tempi si faceva così un pezzo di stoffa in più e lo allungavi, oppure lo comperavi più lungo e lo arrotolavi”. Quel che faccio io è solo usare la testa quando creo un cartamodello, preferendo modelli che mi permettono di regolare il capo o arrotolarlo o risvoltarlo. E poi fare continua ricerca per avere tessuti certificati: in cotone biologico Oeko Tex 100, sicuri per la pelle dei vostri figli e gentili col pianeta.

E insieme a SottoSopra c’è Vale che è il diminutivo di Valeria, che sono io ; )